Novembre 30, 2024
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La Leggenda di Carnac: Un Viaggio tra Storia, Angeli e Archetipi

Esistono luoghi nel mondo dove il silenzio non è assenza di suono, ma una forma di ascolto. Uno di questi secondo me è Carnac, in Bretagna (Francia). Ho saputo di questo luogo quasi per caso, seguendo una trasmissione televisiva che ne esplorava l’enigma: sono rimasto affascinato dalla vastità di quegli allineamenti, un’immagine veramente potente.

Premetto che fino a quel momento, l’unico monumento megalitico che conoscevo e che avevo visto dal vivo era il sito di Stonehenge. Ho avuto la fortuna di trovarmi davanti a quelle pietre imponenti, di respirare la loro energia magica e restare incantato dalla loro solenne precisione (e le ho anche disegnate, mannaggia non trovo quello sketchbook). Eppure, Stonehenge è un’opera in un cerchio chiuso che racchiude un segreto intimo, mistico. Carnac, invece, si muove su una scala diversa, quasi infinita. Migliaia di menhir solcano il terreno a perdita d’occhio, suggerendo che quelle pietre non siano semplici reperti archeologici, ma custodi di un respiro antico, millenario e insondabile.

Da questa suggestione è nata l’ispirazione per il mio progetto “The Legend of Carnac”. Non volevo semplicemente raccontare un luogo, ma esplorare una strada “onirica”: E se dietro questi allineamenti non ci fosse solo il lavoro dell’uomo, ma una passato celestiale? Se quelle pietre fossero state posizionate per proteggere qualcosa — o qualcuno — di immensamente prezioso?

Il Richiamo del Simbolismo: Progettare con i Tarocchi

Per dare sostanza alla storia che avevo in mente e che si muove tra il visibile e l’invisibile, ho deciso di non affidarmi solo alla sceneggiatura tradizionale e ho attinto a una delle mie passioni più profonde: lo studio degli archetipi attraverso i Tarocchi.

In una delle fasi iniziali del progetto, ho utilizzato le carte come bussola narrativa. Non si è trattato di divinazione, ma di un esercizio di psicologia dell’immagine (e in questo i tarocchi disegnati da Pamela Smith sono fantastici). Questa tecnica mi permette di dare ai personaggi una profondità simbolica immediata: l’uso dei simboli trasforma il fumetto da semplice intrattenimento a talismano visivo.

L’Architettura della Tavola: Tra Rigore e Visione

Costruire un mondo di fantasia richiede, nonostante tutto, un grande rigore tecnico. Grazie alla guida preziosa di maestri come Kenny Ruiz (utile è stato questo corso Domestika), ho affrontato la sfida di strutturare il ritmo della pagina in modo che non fosse solo una sequenza di immagini, ma un’esperienza immersiva. Nel suo corso spiega un sistema pratico e utile per dividere le pagine del fumetto in piccoli pezzetti più piccoli, delle fasi che ho usato per aiutarmi un po’ nella scaletta: Contesto, Personaggi, Anticipazione, Azione e, infine, Reazione. (vedi immagine qua sotto, ho diviso con i colori le fasi appena citate)

Quando lo schema delle pagine e il loro ritmo ha iniziato a sembrarmi scorrevole, la composizione di ogni tavola è stata più facile, tra la solidità delle pietre, l’epicità dei personaggi e le scene di lotta…sapevo già cosa doveva esserci in ciascuna pagina. Ho lavorato molto sul “Character Design”, cercando un’estetica che fondesse la solennità delle figure angeliche con un tratto moderno e comunicativo (armature, uomini primitivi, armi e paesaggi non hanno fondamenta storiche, ma più un’estetica comune nell’immaginario di tutti).

La Sinergia del Colore: Dal Bit alla Materia

Da buon tecnico di prestampa, il mio approccio al colore è influenzato dalla consapevolezza della resa finale. Non disegno solo per lo schermo; disegno pensando a come la luce emergerà dalla carta.

Utilizzando Clip Studio Paint, ho cercato di ricreare quella vibrazione organica che amo nelle tecniche tradizionali. La sfida nel digitale è evitare la “perfezione fredda”. Per questo, lavoro stratificando i colori in modo quasi alchemico:

  • Livelli di Ombra: cerco di evitare il nero puro (presente solo nelle lineart), ma tonalità profonde che richiamano l’inchiostro tipografico.
  • Livelli di Luce: Blending layer In modalità Soft Light, per dare quel calore che sembra emanare dall’interno delle figure celestiali.
  • Texture: Inserisco leggeri disturbi e grane che ricordano la porosità della carta, rendendo l’illustrazione viva anche quando viene fruita da medium digitali.

Questa attenzione alla gestione del colore e dei flussi di lavoro deriva direttamente dalla mia esperienza professionale: sapere come un file verrà interpretato in fase di stampa mi permette di osare con i contrasti, certo della qualità del risultato.

Qua sotto una pagina disegnata a matita digitale e accanto la sua versione inchiostrata, colorata e pronta per la stampa

L’Assistente Silenzioso

Il processo creativo è spesso un viaggio solitario, fatto di ore passate a studiare anatomia e prospettiva. Disegnare e cancellare, rifare da capo e scendere a compromessi con quello che vorresti fare e quello che riesci effettivamente a fare. Con il tablet il mio flusso è diventato più facile, posso disegnare praticamente ovunque e a volte una presenza silenziosa mi guarda e scandisce il ritmo del lavoro: Kikyo.

Mentre mi perdevo tra i segreti di Carnac e la luce degli angeli, lei è rimasta lì, sul divano o accanto alla tavoletta grafica, con quella tipica indifferenza regale degli Shiba Inu. Vedere Kikyo osservare le tavole con il suo sguardo critico (e un po’ annoiato) mi ricorda di non prendermi troppo sul serio e di mantenere sempre un legame con la realtà, anche quando sto disegnando esseri divini. È in questo equilibrio tra il sogno che sto creando e il cane che dorme accanto a me che trovo la serenità per portare a termine progetti complessi.

Riflessioni a Progetto Concluso

Riguardando oggi le tavole di The Legend of Carnac, mi rendo conto che questo lavoro è la sintesi perfetta del mio percorso. C’è l’amore per il fumetto classico, la curiosità per l’esoterismo, le mie conoscenze tecniche grafiche

Non è solo una storia di pietre e angeli. È il racconto che parla di difficoltà di comunicazione e, mentre lo sviluppavo, ho cercato di trasformare i sentimenti, i sogni e persino le ombre del subconscio in qualcosa di bello graficamente e concreto. È la prova che, con il giusto metodo e un pizzico di immaginazione, anche una trama semplice di un mistero millenario può trovare un piccolo spazio per essere raccontata.

Ti è piaciuto il processo creativo dietro Carnac? Scopri come posso aiutarti a dare forma alla tua visione [qui]

NOTA DEL 2026: le sedici pagine di questo fumetto le trovate a questo link. L’anno scorso rileggendo il fumetto ho pensato di aggiungere qualche pagina e di correggere delle cose che non funzionavano, quindi al più presto pubblicherò la versione completa (non so ancora dove, quindi stay tuned 😉 )

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