Ottobre 28, 2025
Tecnica

Wet Palette Fai-da-Te: il segreto per non sprecare più il colore

Non usavo i colori acrilici da tantissimo tempo quando mi trovai a dipingere VoID. Il formato non troppo grande del quadro mi permetteva di portarlo sempre con me per completarlo, ma a differenza dei lavori che dipingo ad acquerello, i colori acrilici si asciugano guardandoli e quindi mi sono trovato a rifare i colori ogni sessione, con tutte le difficoltà del caso (la prima tra tutte quella di tenere le tinte costanti). con un po’ di organizzazione sono riuscito a completare il quadro, ma allo stesso tempo mi convinsi che era necessario migliorare il flusso di lavoro con questo medium.

Ho cercato su internet e la soluzione l’ho trovata nel modellismo: su Amazon sono in vendita tantissime palette chiuse che permettono di mantenere umidi i colori per molti giorni di fila. Si chiamano Wet Palette: dopo che ho capito come si chiamavano ho trovato anche le versioni più grandi dedicate ai pittori su tela. Durante la costruzione di una Wet Palette ho avuto una conferma: la ricerca dell’efficienza è parte integrante del processo artistico. Chi lavora con gli acrilici conosce bene la frustrazione di vedere sfumature perfette seccarsi in pochi minuti sulla tavolozza.

Cos’è e perché per me è indispensabile

La Wet Palette non è solo un contenitore, ma un sistema che sfrutta l’osmosi per mantenere i pigmenti umidi e pronti all’uso per ore, o addirittura giorni. Per un illustratore, questo significa poter interrompere una sessione di lavoro e riprenderla il giorno dopo senza dover ricreare da zero una mescolanza di colori complessa.

Come costruirla: La mia “ricetta”

Nel video all’inizio di questo articolo mostro come ho realizzato una versione quasi professionale con pochi elementi:

  1. Il Contenitore: Un contenitore ermetico (io ho usato una confezione di latta per le matite / pennarelli) è la base ideale per trattenere l’umidità.
  2. Lo strato idratante: Una spugna piatta o dei fogli di carta assorbente da cucina ben bagnati creano la riserva d’acqua (se guardi il video vedi il tipo di spugna che ho utilizzato, l’ho trovata su amazon).
  3. La membrana: Il cuore del sistema è la carta che sta tra il colore e la spugna. Deve essere liscia per non far aderire e assorbire il colore acrilico ma deve il passaggio dell’umidità senza far passare troppa acqua, evitando di “allagare” il colore. Puoi usare i foglietti che trovi su amazon per le wet palette, oppure una buona carta da forno.

Ultime considerazioni

Una tavolozza umida permette di lavorare con velature più sottili e transizioni più morbide, portando il controllo dell’acrilico molto vicino a quello dell’olio o dell’acquerello. TI permette di miscelare più colore e di averlo costante in più sessioni. Non fa miracoli, dopo qualche giorno il colore inizia a essere troppo umido e dopo qualche settimana il contenuto della scatola si secca ugualmente…ma ho trovato enormi benefici a usare questa palette

E tu, preferisci la velocità dell’acrilico o la pazienza delle tecniche classiche? Se hai dubbi sulla preparazione dei materiali per il tuo prossimo progetto, dai un’occhiata alla mia sezione SERVIZI per una consulenza tecnica o artistica.

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